Domande frequenti

Le risposte alle domande che ricorrono davvero

Studio Legale Celotti · Ischia · Aggiornato ad agosto 2026

Le domande raccolte in questa pagina sono quelle che ricorrono davvero, da oltre venticinque anni, nei colloqui in studio, nelle telefonate e nella posta elettronica. Le risposte non sostituiscono un parere: servono a chiarire in anticipo come lavora lo Studio, che cosa può ragionevolmente attendersi chi conferisce un incarico e quali sono i limiti che la legge e la deontologia impongono all’avvocato.

In sintesi

  1. 01 La valutazione preliminare del caso non è un adempimento formale: è la voce di parcella più importante e la sola che eviti iniziative destinate all’insuccesso.
  2. 02 Il preventivo scritto è un obbligo di legge, non una cortesia: lo si riceve prima di ogni impegno economico.
  3. 03 Nessun professionista serio garantisce l’esito di un giudizio: ciò che si garantisce è il modo di condurlo.
  4. 04 Consulenza a distanza dal 2007, area riservata per il monitoraggio delle pratiche, prenotazione online degli appuntamenti: gli strumenti digitali affiancano il rapporto diretto, non lo sostituiscono.
  5. 05 Per i Colleghi: domiciliazioni e sostituzioni dinanzi agli uffici giudiziari di Napoli e Ischia, con accesso al monitoraggio telematico delle pratiche.

Chi si rivolge per la prima volta a un avvocato porta con sé, quasi sempre, due cose: un fatto che ritiene evidente e un’aspettativa sui tempi. Entrambe meritano rispetto, ed entrambe vanno verificate. Una parte considerevole del lavoro professionale consiste proprio nel tradurre il racconto del cliente in una fattispecie giuridica, misurarne la tenuta probatoria e stimarne il costo prima ancora che una lite venga instaurata.

Le pagine di questo sito descrivono nel dettaglio i singoli servizi. Qui si risponde invece alle domande trasversali, quelle che tornano a prescindere dalla materia: quanto costa, quanto dura, che cosa devo portare, che cosa posso pretendere, che cosa non posso chiedere. Alcune risposte sono volutamente asciutte; altre riguardano abitudini e regole di condotta che lo Studio ha scelto di rendere esplicite.

Nessuna delle risposte che seguono costituisce consulenza legale riferita a un caso concreto. Per quello esistono il colloquio in studio e la consulenza online.

Le otto sezioni

Prima di rivolgersi allo Studio

Che cosa accade tra la prima telefonata e la decisione di agire.

Il primo passo Come posso sottoporre il mio caso allo Studio?

Ci sono quattro strade, tutte equivalenti. Il telefono allo 081 901300 e la posta elettronica a info@studiolegalecelotti.it restano i canali più diretti. Chi preferisce fissare subito un incontro può usare il servizio di prenotazione online, che mostra le disponibilità effettive dell’agenda. Chi invece cerca una risposta scritta a un quesito circoscritto può rivolgersi al servizio di consulenza a distanza.

Per le comunicazioni che richiedono certezza legale è disponibile la posta elettronica certificata avv.celotti@pec.it. In tutti i casi conviene indicare subito, in poche righe, di che cosa si tratta e se esistono termini in scadenza: è l’informazione che determina la priorità con cui la richiesta viene trattata.

Le materie Di quali materie si occupa lo Studio?

L’attività si concentra su tre aree principali. In diritto civile: responsabilità civile, diritti reali, contrattualistica, separazioni e divorzi, successioni, tutela del consumatore, controversie bancarie ed equa riparazione per l’irragionevole durata dei processi. In diritto penale: reati edilizi e ambientali, colpa medica, redazione di esposti, denunce e querele. In diritto amministrativo: rapporti con la pubblica amministrazione, edilizia e urbanistica, ricorsi al giudice amministrativo. Si trattano inoltre controversie di lavoro e le questioni emergenti del diritto dell’innovazione digitale.

Se il quesito esula da queste competenze, lo si dice subito e prima di qualunque impegno economico. È una regola deontologica prima ancora che una scelta dello Studio.

Oltre il golfo Assistete anche chi non risiede a Ischia?

Sì. Lo Studio ha sede a Ischia e vi mantiene la propria impronta di studio di prossimità, ma opera dal 1998 attraverso una rete stabile di collaborazioni con studi corrispondenti su tutto il territorio nazionale. Il servizio di consulenza a distanza, attivo dal 2007, ha inoltre assistito clienti residenti in ogni regione d’Italia e all’estero. La distanza incide sulla logistica delle udienze, non sulla possibilità di essere seguiti.

Esame e studio Vorrei fare causa al mio vicino per molestie: da dove si comincia?

Serve, prima di tutto, una valutazione obiettiva dei fatti. Ciò che per chi lo subisce costituisce con certezza una molestia può non esserlo per chi sarà chiamato a giudicare: la qualificazione giuridica non coincide quasi mai con la percezione della parte, e non per difetto di quest’ultima, ma perché il giudizio si muove su categorie proprie.

È per questo che la fase iniziale, quella dello studio della controversia, ha un rilievo che nessuna altra attività eguaglia; non a caso le tabelle ministeriali per la liquidazione dei compensi forensi le dedicano una voce autonoma, ed è la prima. Un esame spassionato delle doglianze è l’unico strumento che eviti iniziative infondate o comunque destinate a un insuccesso prevedibile.

Insidie e trabocchetti Sono caduto con la moto in una buca stradale: posso agire contro il Comune?

Dipende, e la risposta non è evasiva. La caduta non genera di per sé un diritto al risarcimento: il nesso causale va ricostruito e provato, la condotta del danneggiato può risultare da sola sufficiente a spiegare l’evento e la responsabilità del custode può essere esclusa in presenza di caso fortuito. Su questa materia si è formata una giurisprudenza copiosa e tutt’altro che uniformemente favorevole al danneggiato.

Rispondere seriamente richiede quindi l’esame di tutte le circostanze concrete, l’esatto inquadramento della fattispecie e una valutazione onesta sulla possibilità effettiva di assolvere l’onere probatorio. Anche una causa apparentemente semplice nasconde, in questa materia, parecchie insidie.

Il primo appuntamento e il mandato

Dove, quando, con che cosa, e che cosa si firma.

Sede e orari Dove si trova lo Studio e in quali giorni riceve?

Lo Studio è in Via Osservatorio 40, Ischia (NA) e riceve il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 16:30 alle 20:30, preferibilmente su appuntamento. Fissare l’incontro in anticipo non è una formalità: consente di dedicare al colloquio il tempo che merita e, quando serve, di esaminare prima gli atti. Tutti i recapiti sono nella pagina dei contatti.

Quattro tipi di incontro Che differenza c’è tra colloquio preliminare e sessione informativa?

Il colloquio preliminare è il primo incontro di chi non ha ancora conferito un incarico: si espone la questione e si riceve una prima valutazione giuridica con l’indicazione delle iniziative praticabili. La sessione informativa è invece riservata a chi ha già una pratica in corso e desidera un approfondimento più dettagliato rispetto agli aggiornamenti ordinari.

Si aggiungono la videoconferenza, per chi non può raggiungere l’isola, e la sessione con consulente, quando la pratica richiede l’apporto di un perito o di un tecnico di fiducia. Ciascuna modalità è prenotabile dalla pagina degli appuntamenti.

Che cosa portare Che documenti devo portare al primo appuntamento?

Un documento di identità e il codice fiscale; ogni atto eventualmente notificato, con la relata e la busta se disponibili, perché la data di notifica fa decorrere termini spesso brevi; la corrispondenza scambiata con la controparte, comprese le comunicazioni informali; i contratti, le fatture o i titoli rilevanti; i referti o le perizie già in possesso.

Meglio portare troppo che troppo poco: la selezione del materiale utile è compito dell’avvocato, e una ricostruzione condivisa e attenta degli elementi a sostegno delle proprie ragioni incide sull’esito più di quanto comunemente si creda.

Acconti Al primo incontro devo portare un acconto?

Non necessariamente. Il primo incontro serve a illustrare l’oggetto dell’incarico e a consentire una valutazione preliminare: in questa fase è ben possibile che nessun acconto venga richiesto, salvo che siano immediatamente necessarie attività urgenti, come l’anticipazione di un contributo unificato o l’attivazione di un accertamento tecnico. Ogni richiesta economica è comunque preceduta dal preventivo scritto.

Firma a distanza Mi trovo all’estero: come faccio a conferire il mandato?

La firma in calce alla procura deve essere autentica e va apposta in presenza dell’avvocato al quale il mandato è conferito. Quando comparire personalmente è impossibile — e l’ipotesi non riguarda solo chi è all’estero — si ricorre a un soggetto terzo dotato di poteri di autenticazione: all’estero, l’autorità consolare italiana; in Italia, un notaio. Conviene verificare per tempo i tempi di appuntamento del consolato, che in alcune sedi non sono brevi.

Ripensamenti Posso revocare il mandato una volta conferito?

Sì, in qualsiasi momento: il rapporto tra cliente e avvocato è fondato sulla fiducia e nessuno può essere costretto a mantenerlo. L’art. 85 del codice di procedura civile precisa però che la revoca e la rinuncia non producono effetto nei confronti dell’altra parte finché non sia avvenuta la sostituzione del difensore: fino a quel momento il precedente legale resta destinatario delle notificazioni. Restano dovuti i compensi maturati per l’attività già svolta.

Compensi, preventivi e pagamenti

Che cosa si può sapere in anticipo, e che cosa no.

Patti chiari Vorrei fare causa alla mia banca: posso conoscere prima i costi?

Certamente, ed è un diritto, non una concessione. Anche prima del formale conferimento dell’incarico il cliente può farsi un’idea delle spese da affrontare e dei compensi da corrispondere; tra i doveri dell’avvocato vi è quello di rendere un’informazione chiara sui costi della prestazione, con l’ovvia precisazione che una quantificazione al centesimo è spesso materialmente impossibile in via anticipata, per l’incidenza di variabili non tutte prevedibili.

L’esempio del contenzioso bancario è utile anche per un’altra ragione: l’avvocato è tenuto a informare la parte assistita, all’atto del conferimento, della possibilità di ricorrere alla negoziazione assistita e alla mediazione — quest’ultima obbligatoria proprio in materia di contratti bancari — nonché degli altri percorsi alternativi al giudizio. Non è un adempimento di stile: per il cliente può significare un risparmio considerevole.

Parametri Come si determina il compenso dell’avvocato?

Il compenso è oggetto di libero accordo, ma il riferimento tecnico restano i parametri ministeriali per la liquidazione dei compensi forensi, articolati per valore della controversia, per autorità adita e per fasi dell’attività: studio, introduzione del giudizio, istruttoria e trattazione, decisione. A questi si aggiungono le spese vive — contributo unificato, marca, notifiche, eventuali compensi di consulenti tecnici — che non sono compenso professionale e vanno tenute distinte.

Ai sensi dell’art. 13 della legge professionale forense, la prevedibile misura del costo della prestazione va comunicata in forma scritta, distinguendo oneri, spese e compenso. Per un calcolo orientativo è disponibile il tool gratuito pubblicato sul blog giuridico collegato.

Prima del giudice È vero che prima della causa devo tentare la mediazione?

In molte materie sì, e il tentativo è condizione di procedibilità della domanda. La mediazione è obbligatoria, tra l’altro, in tema di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto d’azienda, contratti bancari, finanziari e assicurativi, responsabilità medica e sanitaria e diffamazione a mezzo stampa, oltre alle materie aggiunte dalla riforma Cartabia.

In altri casi opera invece la negoziazione assistita obbligatoria, in particolare per il risarcimento dei danni da circolazione di veicoli e natanti e per le domande di pagamento di somme non eccedenti cinquantamila euro. Quale strumento si applichi al caso concreto, e con quali eccezioni, è una delle prime verifiche da compiere.

Soccombenza Se perdo la causa devo pagare anche l’avvocato della controparte?

È l’ipotesi ordinaria: l’art. 91 del codice di procedura civile pone le spese a carico della parte soccombente, nella misura liquidata dal giudice, che non coincide necessariamente con quella richiesta. Il giudice può però compensarle, integralmente o in parte, nei casi previsti dall’art. 92, e può ridurle o negarle quando la parte vittoriosa abbia rifiutato senza giustificato motivo una proposta conciliativa poi rivelatasi più favorevole. Il rischio di soccombenza fa parte della valutazione preliminare e viene sempre rappresentato prima di agire.

Modalità Con quali strumenti posso pagare?

Con bonifico bancario oppure attraverso il sistema di pagamento online del sito, che tramite PayPal accetta le principali carte di credito e prepagate — Visa, Mastercard, Visa Electron, Postepay, American Express, Carta Aura — oltre ad Apple Pay e al conto PayPal. Il sistema è utilizzabile sia per la consulenza a distanza sia per il saldo delle parcelle relative a ogni altra prestazione. Per ogni pagamento viene emessa regolare fattura.

Gratuito patrocinio

Le tre domande essenziali. La trattazione completa è nella pagina dedicata.

La soglia Temo di non poter sostenere le spese legali: ho diritto al patrocinio a spese dello Stato?

Il presupposto è reddituale: il reddito annuo imponibile risultante dall’ultima dichiarazione non deve superare 13.659,64 euro, limite aggiornato dal D.M. 22 aprile 2025 e soggetto ad adeguamento biennale. In caso di convivenza con il coniuge o altri familiari i redditi si sommano, salvo che si controverta di diritti della personalità o che gli interessi siano in conflitto con quelli dei conviventi; nel penale il limite è elevato di una quota per ciascun familiare convivente. Una verifica preliminare dei requisiti può essere richiesta fissando un appuntamento.

L’elenco L’Avv. Celotti è abilitato al patrocinio a spese dello Stato?

Sì, dal 17 aprile 2007, presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, per l’ambito civile e amministrativo. Va ricordato che il difensore si sceglie liberamente, purché iscritto nell’elenco dei difensori abilitati predisposto dai Consigli dell’Ordine del distretto della Corte di Appello competente: l’ammissione al beneficio non comporta l’assegnazione d’ufficio di un legale.

Un limite netto Posso ottenere anche la consulenza online a spese dello Stato?

No. Il servizio di consulenza online si esaurisce nella risposta a quesiti specifici o nella redazione di un parere motivato, e il patrocinio a spese dello Stato copre la difesa in giudizio, non l’attività stragiudiziale che non sia direttamente collegata al processo. Lo ha chiarito anche la Corte di Cassazione con la sentenza 23 novembre 2011, n. 24723.

La consulenza legale online

Il servizio esiste dal 2007. Procedura, tempi e materie nella pagina del servizio.

Pro veritate Che cosa ricevo esattamente quando chiedo un parere online?

Un parere scritto motivato, della specie pro veritate. Contiene in premessa la descrizione riassuntiva della questione prospettata, quindi l’analisi degli istituti giuridici coinvolti e delle problematiche connesse, con i pertinenti richiami dottrinali e giurisprudenziali, e infine l’indicazione di una o più ipotesi di soluzione. Non è una risposta di poche righe né un orientamento generico: è un documento destinato a essere conservato e, se del caso, prodotto.

Tempi In quanto tempo ricevo il parere e quando pago?

Entro 48 ore dalla ricezione del quesito viene trasmesso, gratuitamente e senza impegno, un preventivo di spesa. Solo dopo l’accettazione del preventivo e la conferma del pagamento si procede alla redazione: il parere è inviato entro un minimo di 48 e un massimo di 96 ore dalla ricezione della prova del pagamento. Nessuna somma è dovuta al momento della formulazione del quesito. Se occorrono integrazioni, i tempi possono variare lievemente.

Stesso standard Un parere reso a distanza vale quanto una consulenza in presenza?

Sul piano giuridico e professionale sì: cambia il canale, non lo standard. Il parere è redatto dallo stesso professionista che riceve in studio, con la medesima responsabilità e le medesime coperture. Va detto con altrettanta franchezza qual è il limite strutturale della modalità a distanza: il parere si fonda su ciò che il richiedente racconta e documenta, senza la possibilità di quelle domande incidentali che, in un colloquio, spesso fanno emergere l’elemento decisivo. Per questo la descrizione della vicenda va curata con attenzione.

Confini Il parere online comprende anche l’assistenza in giudizio?

No: sono due incarichi distinti. La consulenza si esaurisce nel parere. Se dal parere emerge l’opportunità di agire o di resistere in giudizio, l’assistenza processuale forma oggetto di un separato conferimento di mandato, con procura sottoscritta e autenticata e con un autonomo preventivo. Nulla vieta, naturalmente, che il rapporto prosegua: molte pratiche dello Studio sono nate esattamente così.

Durante la causa

Aspettative, tempi e qualche franchezza necessaria.

La fatidica domanda Avvocato, ci sono novità?

Se ve ne saranno di significative, ne riceverai comunicazione tempestiva. È però utile sapere che ogni causa civile — e lo stesso vale per il processo penale — ha cadenze proprie e si articola in momenti anche molto distanti l’uno dall’altro: esaurito un adempimento, nulla di nuovo può accadere fino a quello successivo. L’assenza di notizie, nella maggior parte dei casi, è semplicemente il calendario che lavora.

Per chi desidera comunque poter controllare in ogni momento lo stato del proprio fascicolo, lo Studio ha predisposto l’area riservata: con le credenziali individuali si consultano le proprie pratiche, se ne monitorano in tempo reale gli aggiornamenti e si scaricano atti e documenti. Resta ferma, in ogni caso, la disponibilità a fornire chiarimenti anche in occasione di un appuntamento dedicato.

Sfera di cristallo Avvocato, la vinciamo, vero?

Per quanti sforzi si facciano nel prevedere l’esito di un giudizio, un margine di incertezza resta sempre: è ciò che si chiama alea del giudizio. Nessun professionista serio garantisce il risultato della propria prestazione, tali e tante essendo le variabili indipendenti dalla sua volontà e dalle sue competenze. Ciò che l’avvocato può — anzi, deve — assicurare è il massimo impegno nell’adempimento del mandato, perché sia perseguito con diligenza l’interesse esclusivo dell’assistito. Una previsione ragionata di esito, con i suoi punti di forza e di debolezza, viene comunque sempre formulata: è altra cosa da una garanzia.

Durata irragionevole È normale che una causa civile duri più di otto anni?

No, non è affatto normale. L’efficienza di uno Stato si misura anche dalla capacità di dare risposta in tempi celeri alle legittime domande di giustizia. Molti fattori concorrono alla valutazione della durata non ragionevole — la complessità del caso, l’oggetto del procedimento, il comportamento delle parti e del giudice — ma un lasso di tempo simile resta difficilmente tollerabile.

Per legge si reputano ragionevoli tre anni per il primo grado, due per il secondo e uno per il grado di legittimità, e il termine si considera comunque rispettato se la decisione definitiva interviene entro sei anni complessivi. La stessa legge ha introdotto il rimedio dell’equa riparazione a favore di chi abbia subito un danno, anche non patrimoniale, dal mancato rispetto del termine: con risultati, va detto, tutt’altro che soddisfacenti, sia per l’esiguità degli indennizzi sia per gli ulteriori ritardi nei pagamenti da parte delle amministrazioni debitrici.

Un atto in mano Mi hanno notificato un atto di citazione: che cosa devo fare?

Rivolgersi a un avvocato senza attendere. La citazione è l’atto con cui qualcuno ha promosso un giudizio nei tuoi confronti: la prima cosa da fare è esaminarne contenuto e pretese, per scegliere la strategia difensiva più adeguata e valutare se sussistano margini per una definizione transattiva.

Ciò che non si deve fare è lasciar decorrere i termini. La costituzione tempestiva è necessaria per proporre domande riconvenzionali, chiamare in causa un terzo o sollevare determinate eccezioni: sono facoltà che, una volta scaduto il termine, non tornano più. Conserva la busta e la relata di notifica: la data che vi compare è il punto di partenza di ogni conteggio.

Ho letto su internet che… Ho trovato in rete una sentenza che sembra dire il contrario: ne possiamo parlare?

Certo, e portala pure. L’interesse del cliente per la propria vicenda è un fatto positivo, non un fastidio. Conviene però sapere che cosa si sta leggendo: una massima non è una sentenza, una sentenza di merito non è un orientamento, un orientamento non è consolidato finché non lo dicono le Sezioni Unite, e una pronuncia apparentemente identica può poggiare su un fatto o su una norma nel frattempo modificata. Le raccolte gratuite in rete raramente segnalano se una decisione sia stata superata.

Discutere insieme di ciò che hai trovato è quindi utile e sarà sempre fatto volentieri. La sola cosa che non giova alla difesa è il rovesciamento dei ruoli: la scelta della linea difensiva richiede la valutazione contestuale di elementi che non compaiono nel testo di una massima, e resta la responsabilità del professionista al quale l’incarico è stato liberamente conferito.

Second opinion Nutro dubbi su come sono stato assistito da un altro legale: posso chiedere un secondo parere?

La persona più adatta a fugare quei dubbi resta il professionista al quale ti sei già rivolto: potrà spiegarti che cosa è stato fatto e per quali ragioni il tempo trascorso sia quello che è. Molte perplessità si dissolvono con un colloquio franco.

Finché il rapporto con il tuo difensore è in essere, però, non ti sarà fornita alcuna seconda opinione: la deontologia forense lo esclude e, prima ancora, lo esclude un elementare criterio di correttezza tra colleghi. Se ritieni venuto meno il rapporto di fiducia, le conclusioni spettano a te; una volta definita la posizione con il precedente legale, lo Studio potrà valutare l’incarico senza alcuna riserva.

Riservatezza, dati e strumenti digitali

Che fine fanno le informazioni che affida allo Studio.

Area riservata Che cos’è l’area riservata clienti e come vi accedo?

È lo spazio del sito nel quale ciascun cliente, munito di credenziali individuali, consulta le proprie pratiche, ne verifica in tempo reale gli aggiornamenti e scarica gli atti e i documenti associati. Le credenziali vengono rilasciate su richiesta, a incarico conferito. L’accesso avviene dalla voce Area clienti del menu. Lo strumento affianca la corrispondenza ordinaria, non la sostituisce.

Segreto professionale Come sono trattate le informazioni che affido allo Studio?

Sono coperte dal segreto professionale e dal dovere di riservatezza sanciti dall’art. 6 del Codice deontologico forense, la cui violazione è penalmente sanzionata dall’art. 622 del codice penale. Il vincolo copre anche le informazioni ricevute da chi, dopo il primo colloquio, decide di non conferire l’incarico, e non viene meno con la conclusione della pratica. Il trattamento dei dati personali avviene nei limiti indicati nell’informativa privacy.

Canali sicuri Posso allegare documenti riservati al modulo di contatto o inviarli per email?

Meglio di no, finché il rapporto professionale non è stato formalmente instaurato. La posta elettronica ordinaria e i moduli web non garantiscono la riservatezza della comunicazione: per una prima descrizione della vicenda vanno benissimo, ma è opportuno non trasmettere per quella via documenti riservati, dati giudiziari o dati particolari ai sensi dell’art. 9 GDPR prima che siano stati concordati canali sicuri.

Per le comunicazioni che richiedono certezza e protezione è disponibile la posta elettronica certificata dello Studio, avv.celotti@pec.it. I messaggi ricevuti prima del conferimento dell’incarico sono comunque trattati con riservatezza, ma la loro ricezione non impegna il professionista ad accettare l’incarico.

Trasparenza IA I contenuti di questo sito sono scritti con l’intelligenza artificiale?

No. Ogni pagina, articolo o approfondimento è ideato, redatto e curato dall’autore. L’eventuale ricorso a strumenti di intelligenza artificiale è circoscritto ad attività strumentali di supporto — ricerca preliminare delle fonti, revisione linguistica e formale, organizzazione del testo — e non sostituisce l’elaborazione intellettuale né la valutazione critica del professionista. Ogni contributo è sottoposto a verifica e revisione umana finale prima della pubblicazione, con controllo delle fonti normative e giurisprudenziali sulle banche dati ufficiali: nulla viene pubblicato in modo automatico.

Alcune immagini illustrative sono invece realizzate con strumenti di IA generativa: hanno natura concettuale e ornamentale, non raffigurano persone, luoghi o eventi reali e, ove potessero apparire tali, recano indicazione esplicita in didascalia. Il sito non impiega assistenti conversazionali automatizzati. La dichiarazione completa, resa ai sensi dell’art. 50 del Regolamento (UE) 2024/1689, è all’art. 11 delle Note legali.

E nella mia pratica? L’intelligenza artificiale sarà usata anche nella trattazione del mio incarico?

Ne riceverai informativa scritta, in linguaggio chiaro e semplice, al momento del conferimento del mandato: è quanto prescrive l’art. 13, comma 2, della legge 132/2025 e lo Studio vi si attiene. Non è una formalità aggiunta al mandato: è il presupposto perché tu possa valutare consapevolmente.

Nel merito, l’impiego di tali strumenti resta limitato ad attività strumentali e di supporto, con prevalenza del lavoro intellettuale del professionista, che rimane unico responsabile delle valutazioni e delle decisioni finali. Nessuna citazione normativa o giurisprudenziale entra in un atto senza essere stata verificata sulle fonti ufficiali.

Copertura L’attività professionale è coperta da assicurazione?

Sì. L’esercizio della professione forense richiede una polizza di responsabilità civile per i danni derivanti dall’attività professionale, e l’avvocato è tenuto a comunicarne gli estremi al cliente ai sensi dell’art. 12, comma 2, della legge 247/2012. Compagnia e numero di polizza sono indicati in calce a ogni pagina del sito e all’art. 1 delle Note legali; massimale e condizioni sono consultabili su richiesta.

Per i Colleghi

Domiciliazioni, sostituzioni e geografia giudiziaria dell’isola.

Domiciliazioni Salve Collega, è disponibile per una domiciliazione?

Volentieri, previa verifica dell’insussistenza di incompatibilità. Lo Studio è disponibile per domiciliazioni e sostituzioni processuali, per singole o più udienze, dinanzi agli uffici giudiziari di Napoli (Tribunale e Corte di Appello) e di Ischia (Sezione Distaccata del Tribunale di Napoli e Giudice di Pace). Il servizio è reso nel rispetto del codice deontologico; i compensi possono essere concordati a forfait per l’intero giudizio, per specifici affari o per singoli adempimenti. Il modulo e i dettagli sono nella pagina dedicata.

Sezione Distaccata La Sezione Distaccata di Ischia non era stata soppressa?

Era stata soppressa dal 14 settembre 2013, per effetto del D.Lgs. 7 settembre 2012, n. 155, ma è stata ripristinata dal D.Lgs. 19 febbraio 2014, n. 14 fino al 31 dicembre 2016, con termine più volte prorogato. Da ultimo il D.L. 8 agosto 2025, n. 117 ne ha disposto la proroga fino al 31 dicembre 2026: la Sezione è dunque pienamente operativa.

L’Ufficio del Giudice di Pace di Ischia non è stato invece interessato da alcun provvedimento di revisione della geografia giudiziaria. Il quadro completo delle proroghe è ricostruito nella pagina sulle domiciliazioni.

Monitoraggio Il Collega domiciliante può seguire l’andamento della pratica?

Sì. Ai Colleghi che ne facciano richiesta vengono rilasciate credenziali di accesso all’area riservata del sito, dalla quale è possibile consultare le pratiche domiciliate e monitorarne in tempo reale gli aggiornamenti, oltre a scaricare gli atti. Il servizio si aggiunge alla consueta corrispondenza informativa, che resta comunque assicurata.

La tua domanda non è tra queste

Nessuna pagina di domande frequenti può rispondere a un caso concreto.

Per quello servono i tuoi documenti, le tue date e mezz’ora di conversazione. Se la questione è circoscritta e ti basta una risposta scritta, il canale più rapido è la consulenza a distanza; se invece occorre valutare un’iniziativa, meglio un colloquio.

Oppure, semplicemente: 081 901300 · info@studiolegalecelotti.it · Via Osservatorio 40, Ischia (NA) · lunedì, mercoledì e venerdì 16:30–20:30

Dove leggere il resto

Lo Studio e l’Avv. Gioacchino Celotti

La storia dal 1998, il percorso professionale, le aree di competenza.

Termini e condizioni della consulenza online

Le cinque fasi del servizio, dal quesito alla consegna del parere.

Il patrocinio a spese dello Stato

Requisiti, ambito civile e penale, presentazione della domanda.

Domiciliazioni e sostituzioni a Ischia

Servizio per i Colleghi e cronologia delle proroghe della Sezione Distaccata.

Note legali, Copyright & Credits

Dati identificativi, limiti di responsabilità, uso dei contenuti e trasparenza sull’intelligenza artificiale.

Note a margine, il blog giuridico

Approfondimenti su novità normative e giurisprudenziali.

Avvertenza

Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità esclusivamente divulgativa e riflettono il quadro normativo e giurisprudenziale alla data di ultimo aggiornamento. Non costituiscono parere legale, non sostituiscono l’esame del caso concreto e non possono essere poste a fondamento di decisioni con rilevanza giuridica o economica. La consultazione del sito e l’invio di messaggi non instaurano alcun rapporto professionale, che sorge esclusivamente con l’accettazione dell’incarico e il conferimento del mandato: si vedano gli artt. 3 e 9 delle Note legali.