Risoluzione PE P10_TA(2026)0066 · 10 marzo 2026

Diritto d'autore
e Intelligenza Artificiale
Generativa

Opportunità e sfide: cosa cambia per autori, creatori e imprese nella nuova era dell'IA

6,9% PIL UE da settori creativi
8M lavoratori nel settore creativo UE
4% valore aggiunto UE da cultura e creatività
2026 anno della Risoluzione del PE
Il nodo centrale: IA e diritti d'autore
01

Addestramento su opere protette

I modelli di IA generativa vengono addestrati su enormi quantità di testi, immagini e suoni raccolti dal web, spesso senza il consenso degli autori e senza pagare alcun compenso.

02

Violazioni già documentate

Il Parlamento europeo rileva prove di raccolta non autorizzata di opere, mancato rispetto dei diritti riservati e uso di fonti usurpative da parte di numerosi fornitori di IA.

03

Output che imitano la creatività

I contenuti generati dall'IA imitano stili e opere umane, competendo direttamente con i creatori e rischiando di deprezzarne il lavoro e i redditi.

04

Il "diritto di opposizione" troppo debole

Le attuali clausole di opt-out (riserva dei diritti) sono poco pratiche, spesso aggirate e prive della trasparenza necessaria per una tutela efficace.

Il quadro normativo di riferimento
2019
Direttiva (UE) 2019/790 — Mercato Unico Digitale

Riconosce eccezioni per text and data mining (TDM) a fini di ricerca e introduce l'opt-out per usi commerciali.

2024
Regolamento UE 2024/1689 — AI Act

Primo quadro normativo mondiale sull'IA: impone obblighi di trasparenza ai fornitori di modelli a finalità generale (GPAI), incluse le policy sul diritto d'autore.

Ago. 2025
Codice di buone pratiche GPAI (Commissione europea)

Capitolo specifico sul diritto d'autore, in vigore dal 2 agosto 2025. Ha natura volontaria: non tutti i fornitori lo hanno sottoscritto.

Mar. 2026
Risoluzione PE P10_TA(2026)0066

Il Parlamento europeo chiede nuove tutele, trasparenza sulle opere usate per l'addestramento e remunerazione equa per i creatori.

Cosa chiede il Parlamento europeo

Stop alle violazioni sistematiche

Il PE chiede misure forti contro la raccolta non autorizzata di opere: nessun fornitore di IA può operare nell'UE ignorando i diritti d'autore, indipendentemente da dove ha sede o dove esegue l'addestramento.

Trasparenza obbligatoria sui dati di addestramento

I fornitori di IA devono rendere pubblica una sintesi dei contenuti usati per addestrare i loro modelli, consentendo ai titolari dei diritti di verificare se le proprie opere siano state incluse.

Equa remunerazione e licenze

Quando opere protette sono usate per addestrare l'IA, i creatori hanno diritto a un compenso equo. La stipula di nuovi accordi di licenza non può sanare usi già compiuti senza autorizzazione.

Tutela dell'identità artistica e del volto (AI Act)

Il PE ricorda che il rischio della scomparsa della dimensione umana della creazione mette a rischio la democrazia stessa: l'IA non può sostituire la creatività umana né alterare il pensiero critico.

I tre pilastri della tutela

Rispetto del diritto d'autore

Automatico, senza registrazione: vale per testi, immagini, musica, video, codice

Trasparenza sull'addestramento

Sintesi pubblica dei dataset usati: obbligo per i fornitori di modelli GPAI dal 2025

Remunerazione equa

Diritto a compenso per i creatori le cui opere vengono usate nei dataset di addestramento IA

⚠ Stato normativo attuale

La Risoluzione del PE del 10 marzo 2026 non è vincolante: esprime l'orientamento del Parlamento e sollecita la Commissione a intervenire con atti legislativi. La situazione è in evoluzione e si attendono nuove proposte normative della Commissione europea. La direttiva 2019/790 e l'AI Act (Reg. 2024/1689) restano, ad oggi, i riferimenti giuridici primari.